Marketing 3D: cosa sono i video FOOH e come si realizzano

I video FOOH (Fake Out Of Home) uniscono riprese amatoriali e 3D per creare pubblicità d'impatto e virali.

Cosa sono i video FOOH?

L’utilizzo della grafica 3D e dei VFX nel marketing ogni tanto porta alla luce qualche trend interessante. Ciclicamente tornano in voga i video FOOH, acronimo di “Fake Out Of Home”, ovvero dei video pubblicitari in cui vengono inseriti degli elementi 3D “fake” in una scena ripresa dal vivo.

Non è nulla di nuovo, è ciò che il cinema fa già da moltissimi anni. La particolarità sta più nell’effetto sorpresa della messa in scena, perché questi video sono girati con uno stile amatoriale, spesso con uno smartphone, che contribuisce a renderli particolarmente credibili e quindi d’impatto.

Marketing 3D e guerrilla marketing

Non si può fare a meno di notare che il tutto non è altro che un richiamo al guerrilla marketing, ovvero quella forma di pubblicità che impiega strumenti non convenzionali per promuovere un prodotto, i quali spesso interagiscono con altri elementi del “mondo reale” per creare un effetto di sorpresa e curiosità negli spettatori.

L’aspetto interessante di questa tecnica promozionale non è da ricercarsi in chi vede le pubblicità sul posto, ma piuttosto nell’effetto di viralità che scaturisce da chi documenta l’operazione di marketing e ne posta i video o le immagini sui social.

Sotto a delle striscie pedonali viene dipinta la confezione iconica di McDonald's, che le trasforma in patatine

Esempio di guerrilla marketing applicato al brand di McDonald's

I video FOOH portano questo concetto al livello successivo: chi riprende la scena con lo smartphone è un po’ come se fosse lo spettatore ignaro che vede la campagna di guerrilla marketing in atto, e decide di farci un video per metterlo sui social. Solo che questa volta l’elemento ripreso non è reale, ma è un VFX realizzato con la computer grafica: possono essere scritte che volano in cielo, oggetti inanimati che prendono vita, elementi che escono fuori da cartelloni pubblicitari, e molto altro.

I vantaggi di una campagna promozionale con i video FOOH

L’effetto è quindi duplice. Per prima cosa si ha lo stesso sentimento di sorpresa che si prova nel vedere un luogo reale che diventa lo sfondo di una pubblicità non convenzionale, successivamente c’è il colpo di scena nell’accorgersi che nel video accadono cose fisicamente impossibili, frutto di un’effetto visivo digitale, che rinfrescano con una novità una tipologia di operazioni di marketing a cui forse eravamo già un po’ abituati.

I brand che decidono di utilizzare questa tecnica promozionale spesso puntano molto, appunto, sull’effetto sorpresa da generare, e accompagnano la campagna pubblicitaria sui social con altri contenuti che servono a generare hype e a far parlare della pubblicità stessa, magari incentivandone l’aspetto di condivisione.

Infine, è importante che gli elementi visivi siano facilmente riconducibili alla brand identity dell’azienda, in modo che il video possa essere ricollegato al prodotto o servizio da sponsorizzare.

Come si realizza un video FOOH

Per realizzare un video FOOH, innanzitutto è opportuno inquadrarlo dentro a una strategia di comunicazione più ampia: molte volte infatti è un contenuto che viene utilizzato per il lancio di un prodotto, di un’offerta o altro.

Inoltre è altrettanto importante trovare un luogo in cui girare il video, che deve essere coerente con il messaggio, significativo per il brand e, soprattutto, conosciuto al pubblico: l’effetto sorpresa, infatti, sta nel proprio riconoscere un luogo noto. Per fare un esempio, spesso molti scelgono un posto famoso e molto visitato della città in cui operano.

Per la realizzazione pratica si segue quindi questo processo:

  1. Ideazione: sulla base dello scopo si individuano delle idee che possano comunicare efficacemente l’obiettivo, individuando un luogo strategico in cui girare il filmato e i modi in cui questo dovrà interagire con la grafica 3D;
  2. Storyboard: questa tipologia di video spesso non necessita di molte inquadrature, ma lo storyboard può essere utile per rendere chiara l’azione degli elementi fatti in computer grafica e il loro rapporto con l’ambiente circostante;
  3. Riprese dal vivo: si passa dunque alla realizzazione delle riprese sul campo, questione di durata e complessità variabile in base agli obiettivi che si sono posti. C’è da dire che, per questo genere di contenuti, sono molto funzionali le riprese amatoriali, proprio perché si confondono con gli altri video degli utenti e amplificano l’effetto sorpresa;
  4. Camera tracking: si procede quindi con la digitalizzazione del movimento della camera. Usando appositi software, la ripresa viene interpretata dal computer per permettere agli oggetti 3D di seguire coerentemente i movimenti della macchina da presa (o dello smartphone), così da dare l’impressione che questi si trovino realmente nella scena;
  5. Realizzazione asset 3D: allo stesso tempo si costruiscono, tramite la modellazione 3D, tutti gli oggetti 3D che andranno inseriti nel video. Questo processo a sua volta comprende molte fasi che qui non approfondiremo, come modellazione, UV mapping, texturing, shading, rigging ecc.
  6. Creazione della scena: a questo punto si crea una scena tridimensionale collocando i modelli 3D in corrispondenza degli elementi del video reale con cui devono interagire. Alcuni di questi andranno anche ricreati per permettere queste interazioni, in modo più o meno dettagliato a seconda della precisione che si vuole ottenere. In questa fase oggetti digitali e riprese reali non sono ancora uniti, vengono semplicemente sovrapposti per avere un riferimento spaziale;
  1. Animazione: si passa quindi ad animare gli elementi 3D. Spesso infatti questi si devono muovere nello spazio oppure, se sono dei personaggi, devono compiere delle azioni. Le animazioni vengono fatte manualmente da un animatore o, se abbiamo bisogno di comportamenti fisicamente accurati, vengono fatte simulare al computer (come nel caso di tessuti, fluidi, esplosioni ecc.)
  2. Rendering: quando tutto è pronto, tramite il rendering si generano i fotogrammi del video che contengono gli elementi 3D. Queste immagini hanno uno sfondo trasparente, “bucato”, che permetterà di sovrapporle alla ripresa reale;
  3. Compositing: quest’ultima fase, molto importante per la resa finale, consiste proprio nell’unione della grafica 3D con il video realizzato in precedenza. Non si tratta solo di fare una sovrapposizione ma anche di regolare i colori, applicare le ombre, correggere i dettagli e, in generale, modificare l’aspetto delle immagini digitali attraverso varie operazioni per fare in modo che si fondano coerentemente e sortiscano l’effetto desiderato.

A chi rivolgersi per creare un video FOOH

Per creare uno di questi video è necessario rivolgersi a professionisti specializzati in grafica 3D, motion graphics 3D o in VFX.

L’aspetto più complesso da ottenere è senza dubbio l’effetto realistico attraverso la trasposizione digitale del movimento della camera, la realizzazione di modelli 3D convincenti e la fusione tra le immagini create al computer con quelle reali. Anche se le riprese di partenza sono relativamente facili da realizzare (almeno per chi ha dimestichezza con queste cose), tutto ciò che viene dopo richiede delle competenze tecniche specifiche.

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